Sigle componenti SMD

I componenti SMD possono essere davvero minuscoli.
Questo fa sì che i costruttori non possano inserire sull’involucro il nome per esteso e le caratteristiche di ogni singolo componente, di conseguenza si trova sempre stampigliato sul corpo una sigla sintetica.

Per risalire al componente vero e proprio si fa uso di una tabella di transcodifica, che lega la sigla al prodotto.

Un database che consente la ricerca di questi componenti si trova al seguente link:

The SMD components marking codes database – Index page

Presepe di Natale 2025

Nell’ultimo anno io e la mia famiglia ci siamo prodigati nel realizzare un piccolo presepe casalingo.
L’idea era quella di espandere quello di due anni fa quando costruimmo una piccola casetta antica (in gesso) e una grotta con la natività di Gesù all’interno.
Da quella idea ne è nato questo presepe che ci ha soddisfatti nei contenuti, nonostante risulti ancora in parte incompleto.

Le luci sono sincronizzate con i suoni e le musiche diffuse attraverso un piccolo altoparlante controllato da una scheda elettronica che mi sono auto costruito.

L’intero apparato di luci e di sincronizzazione degli effetti è controllabile da remoto, accedendo ad una pagina internet.

Durante l’esecuzione viene attivato anche un fiume che trasporta l’acqua all’interno di un piccolo laghetto. L’acqua scorre dopo un temporale che è accompagnato da tuoni e fulmini.

Audio in RetroPie con Raspberry PI

In alcune situazioni si desidera ricevere audio dall’uscita delle cuffie piuttosto che da HDMI. Potrebbe essere necessario, per esempio, in situazioni in cui il display abbia solo ingresso DVI e non HDMI, quindi senza audio.

In questi casi è necessario andare su raspi-config e abilitare uscita audio su external speaker.

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Modificare emulatore per una rom in RetroPie

Capita alle volte che un gioco non si avvii più dall’EmulationStation.
In particolare a me non si avviava il gioco 1942, in quanto richiedeva come emulatore lr-fbneo-cd che non funzionava.
Per ripristinare il corretto caricamento del gioco bisogna modificare manualmente il file che si trova in

/opt/retropie/configs/all/emulators.cfg

All’interno viene memorizzata una cache con l’emulatore da avviare con quel gioco, indicato con il nome.
Nel mio caso è bastato inserire:

arcade_1942 = "lr-fbneo"

e il gioco ha ripreso a funzionare.
Nello stesso direttorio sono presenti altri files di configurazione. Se qualcosa non funziona si può provare ad intervenire anche dentro quelli.

Realizzare PCB in casa

Un metodo consiste nell’uso del photoresist dry film.
Si può acquistare positivo oppure negativo e richiede la stampa specchiata del lato rame su un foglio di acetato.

Prima si deve applicare il dry film sul rame del pcb e per farlo si può fare uso di un laminatore.

Una volta applicato il photoresist si deve lasciare asciugare un po’ e poi lo si può illuminare con raggi ultravioletti.

Lo sviluppo si fa con del carbonato solvay (carbonato di sodio) fino all’eliminazione del residuo di photoresist dal rame.

Successivamente si incide il rame con cloruro ferrico oppure con Persolfato di sodio che si può acquistare in polvere da disciogliere in acqua.

Agente chimicoTempo medio di incisione (rame 35 µm, soluzione calda e agitata)Note pratiche
Persolfato di sodio (Na₂S₂O₈)15–30 minPulito, non macchia come il cloruro ferrico. Richiede temperatura 40–50 °C per efficienza.
Cloruro ferrico (FeCl₃)10–20 minPiù rapido, ma sporca molto e lascia residui difficili da pulire.
Acido cloridrico + acqua ossigenata (HCl + H₂O₂)5–15 minMolto veloce, ma più pericoloso da maneggiare; produce vapori irritanti.
Solfato rameico rigenerato (CuSO₄ con corrente)Variabile (20–40 min)Usato in processi elettrochimici; più controllabile ma richiede alimentazione elettrica.

Serie di Connettori JST

Tabella comparativa con sigle delle serie JST

Sigla (serie)PassoCorrente tipicaBloccaggio/meccanicaUso tipico
PH2,0 mm~2 ASenza latch, wire-to-board, basso profiloPCB compatti, sensori, strip LED leggere
XH2,5 mm~3 ASenza latch, wire-to-board, robustoPCB consumer, pacchi batteria, stampanti 3D
VH3,96 mm~10 ASenza latch, wire-to-board, pin più massicciAlimentazioni, motori, carichi pesanti
SH1,0 mm~1 ASenza latch, ultra low‑profileWearable, moduli wireless, PCB densissimi
SM2,5 mm~3 ACon latch, wire‑to‑wire (plug/socket)LED addressable, cablaggi esterni, RC

Nota: “JST‑SM” è un nome usato comunemente ma non è una serie ufficiale del catalogo JST; è un connettore wire‑to‑wire con clip di blocco, spesso fornito da terze parti e non compatibile con gli housing PH/XH/VH/SH.


Dettagli pratici e consigli sintetici

  • Compatibilità passo: PH 2,0 mm vs XH/SM 2,5 mm; non sono intercambiabili sul PCB.
  • Orientamento: le serie PH/XH/VH/SH sono wire‑to‑board; SM è wire‑to‑wire con latch, ideale per connessioni esterne rimovibili.
  • AWG tipico: PH/XH ~AWG 28–24; VH ~AWG 22–18; SH ~AWG 32–28; SM ~AWG 26–22.
  • Pin range comune: PH/XH 2–16; VH 2–10; SH 2–12; SM 2–5 (più diffusi 2–3 pin).
  • Crimpatura: usa pinze dedicate; contatti PH/XH/SH/VH hanno terminali specifici non compatibili tra serie.

Come resettare un modulo con ESP32

Alcune volte può capitare che i moduli ESP32 non si riescano più a programmare.
Questo può accadere a seguito dell’installazione di applicazioni che vanno a toccare il bootloader oppure a seguito di installazioni che trasformino ESP32 in tastiere bluetooth.

In questi casi è necessario procedere al reset del bootloader.

Per farlo è necessario scaricare il bootloader. Lo si può scaricare da https://github.com/itsbhupendrasingh/ESP32-Factory-Reset-S2-and-bootloader

L’operazione di reset si esegue online con un’applicazione javascript di esptool:

https://espressif.github.io/esptool-js

Da qui si può fare Connect. Il sistema chiederà a quale porta ci si intende connettere. Scegliere quella dove è connesso ESP32.

Se il sistema risponde con “Unable to connect…”. E’ necessario tenere premuto “Boot” per qualche secondo nel mentre che si cliccca su connect.

Il sistema avviserà dell’avvenuta connessione.

A quel punto si può caricare il file bin scaricato in precedenza e poi cliccare su “Program”.

Il bootloader dovrebbe essere a posto.

Applicare una displace map in Blender

Quando si realizza un disegno 3d con Blender non sempre è facile disegnare il rilevo sulle superfici esterne.
Per farlo più semplicemente si può usare il modificatore “Displace“.

Immaginiamo di voler applicare una texture in rilievo di una corteccia d’albero sulla superficie laterale di un cilindro.

La prima cosa da fare è aggiungere il modificatore “Displace”, ricordandosi di sceglier nel menu a tendina delle coordinate il valore “UV”.

Poi si deve andare nell’area delle texture dove il sistema avrà già creato un nuova texture.

Qui si può caricare da disco l’immagine della texture della corteccia.

Una volta fatto questo si può andare in edit mode e aumentare la risoluzione verticale delle facce laterali del cilindro, premendo CTRL+R e selezionando come suddivisioni almeno 30.

Ora si possono selezionare i vertici della superficie laterale e crearne un gruppo, usando le funzionalità cui si accede con il triangolino verde, assegnando a questo gruppo un nome.

Questo gruppo può essere selezionato come “Vertex group” del modificatore “Displace”.
Per renderlo più efficace nel modificatore “Displace” è meglio inserire 0.1 al massimo nel campo “Strength” e lavorare con Middleval.

Per migliorare l’effetto si può aggiungere il modificatore “Subdivision surface” prima del “Displace” e inserire 4 nel “Levels vieport” e 3 nel Render.

Nel video seguente si vede una procedura funzionante del tutto:

Convertire file gerber in gcode

Da qualche tempo sto realizzando un progetto per disegnare il circuito stampato direttamente su basetta ramata.

A differenza di quello che si fa normalmente con una cnc questo consente di realizzare il pcb con il metodo classico, saltando però il complicato passaggio del bromografo e delle problematiche legate all’impressione con gli UV e l’incisione del photoresist.

In pratica si disegna direttamente sul rame e poi si passa all’incisione con il cloruro ferrico.

Per farlo si può utilizzare questo comodissimo tool che si trova su github che crea un file gcode a partire dal disegno gerber delle tracce dello stampato.

L’applicazione si trova al seguente link github:

GerberToGcode

Esiste anche una mia versione perfezionata al seguente indirizzo github:

GerberToGcode di Paride Zavoli

Visualizzazione percorsi gcode online

Esiste un ottimo sito online che consente la visualizzazione dei percorsi contenuti all’interno di un file gcode.
Il link è il seguente:

p.gcode – NCViewer

E’ sufficiente copiare e incollare un testo gcode oppure trasferire un file gcode e l’interfaccia farà immediatamente vedere il percorso della fresa (o della penna nel mio caso).

Tutto realizzato in Javascript sul browser.

Comodissimo e consigliatissimo.